lunedì 27 ottobre 2014

LiLLy Vigna's Photography Exhibition in Rome by Giulia Perreca (art curator)






Lilly's Vigna is a young Italian photographer born in 1984. Her photographic works are daughters of our poor Century characterised by an overdose of images. However, the story that emerges from her photographs is that of a personal aesthetic regime, far from the steep shortcuts suggested by the seductive colour contrasts of contemporary photography. She depicts an alphabet besieged by a light that shows strength of denial, gobbles up the details; it seems to blind us and warm up our faces, pushing us over the gap of reality. 

The mechanical look of Lilly Vigna offers the viewer an expected point of view. She loves to dwell on what we are habitually used to ignore and what we don’t have the time to see. It’s a past that comes back; as a low tide leaves the beaches of the existence, her photographic film releases objects of the simple happiness of childhood. Dolls, candy, unicorns, many mysterious shells co-exist with the rigorously female and a bit lonely subjects who live in sunny gardens and silent countryside. A warm and joyful, emotional and shadow less atmosphere is sweetened with coloured filters or playful overlays of subjects, pictured in the same session. 
“Femminismi di Mare” is the first personal photo exhibition of Lilly Vigna which will take place in Rome. She will present a wide selection of her shots, so far known only through the project Giallodinylon diary from 2013. Paradoxically, she disclosed her work firstly abroad gaining great interest from bloggers and magazines from around the world dedicated to fine art photography and artistic activities for women. Cherry and Plasma Dolphins are among the magazines she has long enjoyed an on-going collaboration that see her photos published on a monthly basis.”



By Giulia Perreca (art curator)

LiLLy Vigna è una giovane fotografa italiana nata nel 1984. La sua è una fotografia da dirsi, a pieno diritto, figlia di questo nostro cagionevole secolo in overdose di immagini, ma la storia che emerge dalle sue fotografie è quella di un originale regime estetico, lungi dalle ripide scorciatoie suggerite dai seducenti contrasti cromatici della fotografia contemporanea; un alfabeto visivo assediato dalla luce che evidenzia con forza di negazione, fagocita i dettagli, sembra accecarci e riscaldarci il viso, spingendoci così oltre il varco del reale.
Lo sguardo meccanico di LiLLy Vigna offre allo sp
ettatore un punto di vista inatteso, ama soffermarsi su quanto siamo invalsi ignorare, su ciò che non abbiamo più il tempo di vedere; è un passato che ritorna e come una bassa marea, che abbandona le spiagge dell'esistenza, rilascia sulla sua pellicola fotografica tutti gli oggetti della felicità semplice dell'infanzia: bambole, caramelle, unicorni e tante misteriose conchiglie fanno compagnia ai soggetti rigorosamente femminili e un po’ solitari che abitano giardini assolati e campagne silenziose. Sempre calda e lieta, affettiva e priva di ombre o cattivi presagi, l'atmosfera si presenta edulcorata da filtri colorati o da giocose sovraimpressioni di soggetti, sempre tratti dalla medesima sessione fotografica.
Attraverso la mostra " Femminismi di mare" LiLLy Vigna giunge alla sua prima mostra personale, anzi personalissima, nella capitale, presentando al pubblico un'ampia selezione del suoi scatti, fin'ora conosciuti solo grazie al progetto del diario Giallodinylon, intrapreso nel 2013 che, paradossalmente prima che in terra natia, ha reso noto il suo lavoro all'estero riscuotendo grande interesse di blogger e magazine da tutto il mondo, dedicati alla fotografia d'autore e all'attività artistica femminile.
Con alcune di queste, Cherry e Plasma Dolphin, Lilly Vigna ha stabilito da tempo una collaborazione continuativa e i suoi lavori sono oggetto di costante attenzione da parte di queste riviste che pubblicano con frequenza mensile le sue foto.


A cura di Giulia Perreca












LiLLy